Il problema dei missing values è a quanto pare molto sentito, soprattutto in Astrofisica, dove, testimone il prof. Longo, si gettano via svariate migliaia di dati non completamente descritti. Il co-clustering sembra venire in aiuto per affrontare questo tedioso problema.
Come viene espressamente detto in
il co-clustering permette di raggruppare oggetti simili tra loro in base a un sottoinsieme di attributi e non rispetto a tutti gli attributi che rappresentano gli oggetti. Essendo questi sottoinsiemi ricavati tramite un feature clustering contestuale al data clustering, il processo dovrebbe, per costruzione, non essere inficiato dalla presenza di missing values.
Infatti, in
si parla anche di “Missing Value Prediction” (rispettivamente par. 5.3 e par. 4.2), dove si sfrutta il co-clustering per la predizione dei valori mancanti, impostando i missing values a 0 e facendo “girare” l’algoritmo di co-clustering. L’algoritmo prosegue non curante dei dati mancanti; trovato il co-clustering, la matrice approssimata basata su di esso può essere usata per “predirre” i valori mancanti con una buona percentuale di errore.